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Prova ontologica di Anselmo d'Aosta (Id quo maius cogitari nequit)

Ciò DI CUI NON SI Può PENSARE il Più GRANDE Anselmo d'Aosta, Proslogion I, 1-3 a) Necessità di una purificazione interiore e di un forte impegno personale Orsú, omuncolo, fuggi per un poco le tue preoccupazioni, sottraiti un poco ai tuoi tumultuosi pensieri. Liberati ora dalle pesanti cure, e lascia da parte le tue laboriose distrazioni. Dedicati un pochino a Dio e riposati in Lui. "Entra nella stanza" del tuo spirito, cacciane fuori tutto all’infuori di Dio e di ciò che ti aiuta a cercarlo, e, "dopo aver chiuso l’uscio", cerca Lui. Di’ ora, o mio cuore, tutto intero, di’ a Dio: "Io cerco il tuo volto, ricerco il tuo volto, o Signore" (Ps., 26, 8). b) Credo ut intelligam Riconosco, o Signore, e te ne ringrazio, che hai creato in me questa tua immagine, affinché, memore, ti pensi e ti ami. Ma l’immagine è cosí cancellata dall’attrito dei vizi, è cosí offuscata dal fumo dei peccati, che non può fare ciò che dovrebbe, se tu non la rin...

Gender X?

Una rivoluzione antropologica oltre il sesso biologico... Che differenza c’è tra sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale? Nel 2013 veniva presentato in Parlamento il seguente disegno di legge contro l'omofobia da Scalfarotto, in cui venivano premesse delle definizioni sull’identità sessuale: 

L’invenzione del tempo....

IL TEMPO E LA BREVITÀ DELLA VITA  (Seneca, I sec. a.C.) La vita si divide in tre tempi: passato, presente e futuro. Di questi il presente è breve, il futuro incerto, il passato sicuro. Solo su quest'ultimo, infatti, la fortuna ha perso la sua autorità, perché non può essere ridotto in potere di nessuno. Questo perdono gli affaccendati: infatti non hanno il tempo di guardare il passato e, se lo avessero, sarebbe sgradevole il ricordo di un fatto di cui pentirsi. Malvolentieri pertanto rivolgono l'animo a momenti mal vissuti e non osano riesaminare cose, i cui vizi si manifestano ripensandole, anche quelli che vengono nascosti con qualche artificio del piacere presente. Nessuno, se non coloro che hanno sempre agito secondo la propria coscienza, che mai si inganna, si rivolge volentieri al passato; chi ha desiderato molte cose con ambizione, ha sprezzato con superbia, si è imposto senza regola né freno, ha ingannato con perfidia, ha sottratto con cupidigia, ha sprecato...

Cosmogonia e Teogonia (quando all'origine era il caos)

L'ordine del cosmo (il mito di Zeus) La Teogonia Questo cantatemi, o Muse, che abitate l’Olimpo dal principio e dite chi fu il primo tra loro. In principio fu il Chàos. Dopo l’invocazione alle Muse, Esiodo introduce così il racconto sulla nascita degli dèi, e fa per la prima volta il nome di  Chàos , una strana entità emersa dal nulla e senza alcun motivo. Non è facile definire Chàos, e lo stesso Esiodo dice ben poco per aiutare a comprendere meglio la natura di questa prima divinità, che non è un vero e proprio personaggio e non ha nulla di umano. Oggi col termine ‘caos’ ci si riferisce ad un insieme disordinato, confusionario; per Esiodo il significato era ben diverso, in quanto legato al significato del verbo χαίνω (chaìno), ovvero ‘essere aperto’ o ‘spalancare’. Chàos è proprio questo, un’apertura abissale, una  voragine primordiale , dentro la quale non si incontra alcuna creatura identificabile. Ma Chàos non è semplicemente un vuoto cosmico: è anche il...

La dea madre e il sentimento religioso

Dea Madre (Venere di Willendorf), 26.000 a.C. - 1.000 a.C. L'idolo della dea madre trovato in una sepoltura neolitica a Vicofertile (Parma) (V millennio a.C.) Gli amanti di Valdaro (Mantova) 3.500 a.C.

Tra percezione e rappresentazione

«Ebbene, qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un'altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere la forma di un sentimento letteralmente intenso, un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l'apparentemente visibile.»  René Magritte

Cercare la verità

IL MITO DELLA CAVERNA   Repubblica , VII, 514 a-517 a  René Magritte, La Condition humaine, 1935 – Huile sur toile, 54 x 73 cm – Norfolk Museums Service 1      [514  a ] – In séguito, continuai, paragona la nostra natura, per ciò che riguarda educazione e mancanza di educazione, a un’immagine come questa. Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sí da dover restare fermi e da [ b ] poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d’un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini...